il nero muove e perde in tre mosse
voi non capite, io aborro i lietofine.
Giuro.

Queste cazzo di trame con il buono che vince perché è buono.
La fortuna che assiste gli sfortunati.
L'amore che trionfa.

non capisco come non possiate capire, come possiate non capire.
è diseducativo, le cose non sono così, non vanno così, i puri di spirito si corrompono e gli affamati muoiono, e tutti hanno dovuto impegnare qualche organo vitale per vivere appieno il loro fallimento umano.

Il lavoro che hai perso per vizio.
L'amico che hai tradito per interesse.
Il barbone che hai picchiato per tedio.
La famiglia che hai distrutto per lussuria.

Ognuno avrà il suo fantasma a tenergli compagnia quando solo, porterà il nome di una vittima nella filigrana di capillari nelle palpebre, ognuno sarà il suo demone.

E solo santi e demoni vanno avanti, e non c'è tal cosa quale un santo.

Io cerco il sangue e la vita, bramo sofferenza e realtà.
E cosa trovo?
Il bianco vince, e con verosimiglianza media inferiore ai film Disney.
Questo paradigma buonistico mi urta.
Mi chiedo se sia paura di narrare il vero.
Se sia un mero tentativo di sfuggire alla realtà, di immaginare pur di non vedere, come del resto è la religione.

Il punto è che le banalità edulcorate di cinema e letteratura sono fatte a brandelli dai vivi spigoli della realtà reale. e se non sanguini non sei mai stato vivo, scusami.


capisci?

[EDIT: la vita che imita l'arte che imita la vita non è vita]
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